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S.P.A.M.
2013 - MILANO - ITALIA - Spazi pubblici autocostruiti milanesi

Il distretto dei Navigli costituisce una zona di grande valore sia storico che ambientale a Milano, è uno snodo fondamentale dell’area Sud del centro di Milano ed è molto frequentata da cittadini milanesi, da lavoratori di altre città, da turisti e dai giovani durante l’intero arco della giornata.
Nonostante la qualità del suo ambiente urbano però alcune zone del distretto sono in stato di abbandono e manca una vera interazione tra il cittadino e il distretto; il progetto prosegue un’opera di riqualificazione già avviata con la creazione dell’isola pedonale e zone a traffico limitato e punta a costruire, con l’aiuto della cittadinanza, uno spazio integrato, autogestito, il cui utilizzo sia fuori dall’ordinario contemporaneo e che riporti la gente a vivere i Navigli anche durante il giorno.
Questo avvicinamento deve quindi completare la riqualificazione territoriale e deve fornire nuova linfa al meccanismo sociale del quartiere.
Spazi aperti nella fitta trama urbana del centro antico, potenzialmente perle preziose per la vita collettiva, attualmente appaiono, invece, luoghi intermedi, abbandonati, convertiti a parcheggio selvaggio.
Punti di frattura di un brano cittadino vitale.
Grandi potenzialità stanno però insite in questi luoghi e qui si vuole esaltarne le peculiarità attraverso un progetto site-specific partecipato.
Con chi? con cittadini, i city-users, i progettisti, creativi, sognatori...
con chiunque abbia lo spirito e la voglia di attivare un processo di riqualificazione degli spazi pubblici di Milano come motore della trasformazione urbana come nuove identità dei luoghi tra passato e
futuro.


Il progetto propone l’autocostruzione e gli spazi autogestiti derivanti come spinta verso una coesistenza nuova, “tra cittadini“ e tra “cittadino e territorio“, una convivenza civile, un modo di vivere le aree urbane sconosciute e in continua evoluzione.
L’autocostruzione è caratterizzata da due Moduli, pannelli in legno riciclato di due dimensioni (100 cm x 100 cm e 50 cm x 50cm) paletti di sostegno e rialzo (5cm x 5cm) di due differenti altezze (40 cm e 80 cm) colorati con vernici ecologiche dei tipici colori milanesi (giallo Milano, rosso dei coppi dei tetti milanesi, verde dei parchi e della cintura verde intorno a milano, blu dei navigli, per tornare all’idea di Milano città d’acqua) e un sistema di ancoraggio dei vari moduli con sistemi di incastro maschio-femmina di materiale ligneo o in acciaio.


Il modulo ligneo dedicato è un semplice piano ma le diverse possibilità di utilizzo e di assemblaggio e la possibilità di trasportarlo ovunque consentono all’individuo di costruire sul territorio una struttura
temporanea che fissi una sua posizione pubblica all’interno dell’ambito dei Navigli.
All’interno del perimetro del Duc sono state infatti individuate 5 zone, spazi di quartiere che saranno attrezzati come zone di deposito e consegna dei materiali utilizzabili per l’autocostruzione.
Gestiti da Comitati di Quartiere e Centri Sociali sarà possibile ritirare il materiale scelto per le proprie costruzioni utilizzando le carte prepagate e nominative del BIKEMI.
Come nelle scuole di architettura (e prima ancora nelle botteghe artigiane del Medioevo e del Rinascimento), l’approccio centrato sul conoscere attraverso il fare ha antecedenti illustri a cominciare dal Bauhaus di Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe in Germania e di Colin Ward in
Inghilterra.


Il progetto si sviluppa su questi 5 diversi punti cardini che permettono la copertura totale del perimetro del DUC facendo degli spostamenti a piedi che richiedono al massimo 5 min di cammino.
Viene inoltre data la possibilità di poter trasportare il proprio materiale attraverso l’utilizzo di carretti che si auto costruiscono ancorabili alle bici di BIKEMI.
In questo modo chi frequenta e vive il distretto dei Navigli da un contributo concreto vivendo e insieme costruendo l’ambiente urbano, riqualificandolo spazialmente, continuando a modificare gli spazi e viverli, semplicemente sedendosi o costruendo un tavolo, o un palco.
L’indipendenza da un oggetto o un’attrattiva fissa crea uno spazio nel quale i movimenti della gente sono continui e casuali generando ogni volta nuove possibilità, nuove combinazioni urbane.
Attrezzare l’area coinvolgendo le persone, dando loro modo di migliorare in prima persona il funzionamento e la qualità spaziale degli ambienti, delle strade, delle aree verdi, dei luoghi abbandonati e ripristinati a possibili zone di autocostruzione.
Il modulo ligneo come detto è assemblabile in diverse forme, è un oggetto urbano, la sua versatilità permette di arredare la città a seconda della propria volontà o necessità.
Questi moduli per l’autocostruzione sono dedicati con solo ai cittadini che più o meno frequentemente vivono il quartiere, ma anche a tutti i locali, imprese commerciali, enti organizzative o lo stesso Comune di Milano, che per eventi occasionali può usufruire di materiale a km0 per
conformare lo spazio pubblico alle diverse esigenze che ad esempio una festa o esposizione può richiedere (spazi per sedute esterni ai bar, moli temporanei per il NavigaMi, stutture adatte al Fuorisalone, bancarelle), tutto questo mantenendo una logica compositiva che attraverso l’uso di
moduli ripetibili e colorati potrebbe caratterizzare ulteriormente questo unico paesaggio urbano milanese.


L’idea è quella di creare nell’area dei Navigli uno spazio di tutti e per tutti; un area pubblica all’interno della quale si può vivere, ma anche sdraiarsi, giocare, studiare, lavorare, ballare o incontrarsi avendo con se i pezzi per costruire il proprio luogo urbano, riconquistando così gli spazi urbani inutilizzati, trasformandoli e autocostruendoli.
A servizio del fruitore del servizio verranno messe a disposizione tipologie di assemblaggio base, ogni fruitore potrà modificare le tipologie e inventarle di nuove, giocando con gli spazi urbani e con i moduli messi a disposizione.
Si propongo degli input di assemblaggio base….. giocando con gli elementi le alternative sono infinite!

cliente
Associazione Navigli
awards
 
team
OAM Architecture